Tanta roba ad Harajuku...
Verso l'ora di pranzo la pioggia è diminuita, e io decido di dirigermi verso uno dei sushi bar della zona; mentre mi incammino, sento in lontananza un rumore di tamburi, e cerco di raggiungerlo. Quando arrivo, mi trovo ad una specie di evento sportivo lungo il fiume, con un gruppo di suonatori di taiko, ma è praticamente già finito, e per colpa della pioggia non riesco a fare molte foto.
Al sushi bar, la prima cosa che noto è che nessuno dei sushi disponibili assomigli a quelli che si trovano di solito in Italia, a parte uno che sembra di salmone. Anche la loro forma è abbastanza diversa, il pesce è molto più grosso, e c'è meno riso, e quindi, oltre a essere più leggeri, mettono più in risalto il sapore del pesce. Il giapponese seduto accanto a me, vedendomi in difficoltà (e stavolta non lo ero davvero stavo mangiando tranquillamente il mio sushi), mi illustra l'esistenza e l'utilizzo della salsa di soia; lo ringrazio e continuo il mio pasto.
Nel frattempo fuori ha smesso di piovere, e decido di provare ad andare comunque ad Harajuku, sperando che la gente faccia lo stesso. Dopo una mezz'oretta di metro arrivo, e nonostante cia sia comunque molta gente, è meno di quella che mi aspettavo, e molto più normale; il ponte del tempio Meiji, dove di solito si ritrovano i gruppi di ragazzi, era deserto. Comincio il giro della zona dalle vie più grosse, non sapendo dove andare, ma in realtà non sembra esserci molto, a parte le grosse etichette internazionali. Entro in 2 o 3, e noto che i prezzi sembrano più alti delle loro controparti italiane. Condomania è una tappa obbligata, ed proprio all'angolo delle 2 vie più grosse; li trovo i preservativi di Rilakuma, e decido di non stupirmi più di niente.
Laforet è un grosso centro commerciale di 8 piani, dove finalmente comincio a trovare quello per cui sono venuto: i 2 piani interrati sono, infatti, dedicati alle mode giovanili, per la maggior parte gothic. Mentre giro tra i piccoli negozi, scopro che praticamente ovunque è vietato fare foto, quindi quelle poche che riesco a fare, sono fatte di nascosto.
Quando esco, comincia a piovere più forte, e mi infilo in un palazzo li vicino, con all'ingresso un kebabbaro. Ne approfitto per fare merenda, e penso che, nonostante il mio sogno di aprire il primo kebabbaro di Tokyo sia sfumato, c'è da dire comunque che i giapponesi non hanno idea di cosa sia un vero kebab: il loro è piccolo, sta nel palmo di una mano, ed è fatto di pollo. Non è male, ma non c'è paragone.
Dopo non molto smette di piovere, e riesco finalmente raggiungere la via principale di Harajuku: Takeshita Street, una piccola via abbastanza stretta, dove però sono presenti molte più persone rispetto al resto della zona. I negozi sono molto piccoli, 1 o 2 piani al massimo, e sono in un numero impressionante; ce n'è veramente per tutti i gusti, gothic, punk, dark, visual, e chi più ne ha più ne metta. Purtroppo anche qua è vietato fare foto, quindi mi accontento di farle alle vetrine. Tra i negozi più interesanti, un paio di "musei" di Vivienne Westwood, che vendono vecchia roba della stilista, usata, e a prezzi nonostante tutto astronomici, e un negozio di uniformi di ogni genere (cameriera, scolaretta, ecc...), dove vedo una madre scegliere la migliore uniforme da cameriera per la figlia, 12enne al massimo, e non nel senso che controllava che andasse bene, ma la sceglieva proprio lei (e abbastanza bene a dirla tutta xD). L'ultimo negozio che visito è il Tama Depa, un negozio interamente dedicato al Tamagotchi. Nonostante la brutta giornata, e la poca gente... c'è comunque tanta roba ;)
Un avvertimento a chi volesse venire in futuro, fate attenzione alla persone di colore xD. Non perchè siano pericolosi, ma ci sono numerosi negozi di articoli hip-hop gestiti da loro, e se vedono degli stranieri, cercano di portarseli dentro anche con l'inganno. Di solito ti chiedono se ti sei perso, per poi usare la scusa per portarti nel loro negozio; per fortuna non insistono se gli dici di no.
Essendo ancora abbastanza presto, decido di fare di nuovo un salto ad Akihabara, e andare un po' in sala giochi, dopo essere ovviamente passato da Sofmap per vedere le promozioni del giorno, e riesco a portarmi a casa Wish di Olivia per pochi spiccioli. Delle sale giochi parlerò più avanti, anticipo solo che ho capito perchè il Pachinko è così popolare: è una droga. Per fortuna sono andato con soli 100 Yen in tasca, quindi non potevo fare più di una partita.
La giornata finisce tranquilla, solito ramen istantaneo di Lawson (è la mia salvezza), e svacco sui divani dell'ostello guardando Lost.
Certo però che andare per negozi di vestiti da soli non è per niente divertente :(
Pubblicato da Sephiroth87
domenica 2 agosto 2009 alle 15:23
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4 commenti:
e quello cosa sarebbe ?un kebab?possiamo aprire una bella paninoteca!!!
che palazzo è quello con il mega fallo sul tetto?
scassati di kfc!!!!!!!!io l'ho provato in australia,uno orgasmo di sapori!!!
Non è un fallo, è una candela xD
E poi, con tutte le cose che potevi dire, l'unica a cui non assomiglia?
Comunque, è il palazzo della Asahi...
E guarda che so com'è il KFC xD
Solo che non penso di andare, qua costa tantissimo...
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