Electric Town
Quando arrivo, quattro fermate e un cambio di linea dopo, la prima cosa che mi accoglie è la musica di Monster Hunter, trasmessa da un camion di passaggio, che mi ricorda che oggi esce il nuovo capitolo del gioco. Con la speranza di assistere a qualche lunga linea di persone in attesa di comprarlo, mi incammino verso... In realtà non ho la minima idea di dove sto andando, e la stazione della metro non è proprio nel centro del quartiere, così cerco di seguire la folla, fino ad arrivare a quella che credo sia una delle vie principali. Una volta li, mi sento subito a casa, circondato da grattacieli, negozi, luci e suoni. Una delle principali differenze tra il Giappone e (credo) il resto del mondo, è che i negozi qua si sviluppano in verticale, questo vuol dire che, nonostante abbiano vetrine solitamente abbastanza strette, compensano con piani molto lunghi, e in un numero solitamente non inferiore a 5-6. Per questo motivo, oltre a essere enormi, occupano pochissimo spazio lungo la strada, e quindi ce ne sono tantissimi.
Essendo quasi ora di pranzo, ed avendo già fame, decido di guardarne uno solo, prima di cercare del cibo. Al piano terra, giro un po' tra le ultime novità, e mentre sto per salire al piano successivo, noto in un angolo un cesto ricolmo di cd in offerta, e in breve tempo ne ho già comprati 3. Un paio di piani più in alto, mi trovo nel reparto dell'usato, dove scopro con piacere che si trova veramente di tutto, anche roba molto vecchia, a prezzi solitamente molto contenuti. Bellissima la cesta di Playstation 2 usate a cifre intorno ai 10 euro. Faccio un paio di acquisti anche qua, e arrivo agli ultimi due piani, quelli vietati ai minori di 18 anni (in realtà non mi ricordo qual'è il limite qua, forse 20...). La cosa più bella è, oltre all'enorme selezione di titoli, la presenza quà e là di televisori in cui osservare le ultime novità prima dell'acquisto, con tanto di audio. In Italia, neanche in un sexy shop fanno vedere i film "pubblicamente", e io sono in un negozio di videogiochi.
Un'ora e troppi acquisti dopo, decido di uscire e cercare del cibo, cosa che non prende molto tempo: essendo una zona dedicata all'elettronica, "solo" uno ogni 3-4 vende da mangiare.
Opto per del delizioso riso con carne, accompagnato da quello che credo sia del brodo di dashi con pezzi di pane. Non ne capisco troppo l'utilità, credo possa essere per "pucciarci" il riso, ma preferisco usare la salsa di soia. Comprare del cibo qua è spesso molto semplice: solitamente, all'esterno del negozio, è presente una macchinetta in cui inserire i soldi, si preme poi il pulsante abbinato al piatto scelto, e si riceve un biglietto da consegnare al personale, che provvede a tutto. Molto comodo per chi non capisce molto di giapponese. Un'altra piacevole caratteristica è che l'acqua, oltre a essere gratis, si "ricarica" per magia: basta lasciare il bicchiere vuoto, e in pochissimo tempo sarà riempito dal primo cameriere di passaggio.
Dopo pranzo, continuo il giro del quartiere, con una visita in un sexy shop a 7 piani, dove purtroppo non posso fare foto, ma trovo veramente qualsiasi cosa, per qualsiasi gusti uno possa avere. A differenza di quello che avviene di solito da noi, però, la clientela del negozio è costituita quasi esclusivamente da coppie, e di qualsiasi età; ne vedo una che è tranquillamente sopra i 60, girare con interesse tra "oggetti" di dimensioni improponibili.
Continuo a girare senza meta, tra sale giochi (di cui probabilmente parlerò un'altra volta), negozi di videogiochi e di fumetti, ma la cosa è sfiancante, dato che in ogni negozio bisogna farsi almeno 6 piani di scale. Uno dei più grandi che visito è un doppio negozio di 7 piani (quindi 14 in totale), quasi interamente dedicato a fumetti e videogiochi autoprodotti, in cui un lato contiene tutti i prodotti per maschi, e l'altro quelli per femmine.
Ridendo e scherzando, comincia a essere tardi, la maggior parte dei negozi chiude, e io come al solito muoio di fame, ma cerco di resistere. Vado a fare qualche partita in sala giochi, mentre per le vie cominciano ad apparire volti nuovi, gli otaku diminuiscono, e appaiono gruppi di ragazzi che si trovano per uscire il sabato sera, ragazzi vestiti da cameriere, e ragazze che girano in yukata.
Verso le 10, decido che è meglio tornare a casa, anche perchè non ho più uno Yen in tasca. Acchiappo nuovamente un ramen istantaneo, e passo il resto della serata a guardare Rocky ubriacandomi con bevande ignote con i ragazzi dell'ostello.
Piccola nota per una persona in particolare: Rilakuma è ovunque, in Italia è semisconosciuto, qua è quasi come se fosse Dio (in realtà magari i giapponesi lo odiano, ma non credo)... In compenso non ho visto niente di Hello Kitty, probabilmente non piace agli otaku.
E per finire, ecco il bottino della giornata.
Pubblicato da Sephiroth87
sabato 1 agosto 2009 alle 16:58
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1st Travel,
Akihabara,
Tokyo
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3 commenti:
Ad electric town ci sono stato pure io. Per evitare un attacco di shopping compulsivo avevo lasciato la carta di credito in camera. Comunque anche io ero riuscito a rimanere senza uno yen in tasca comprando improbabili gadget.
Raf.
Porcone, cos'è quella roba là dietro, un calendario??? xDDD
Comunque...Rilakuma... ç___ç Italia di cacca... ç__ç
Là dietro dove? Io non vedo niente xD
No, comunque no, anzi, credo di non averne proprio visti di calendari... E' solo un volantino...
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